..Caffè e sigarette..
Quarta Parte
Mi ha bocciato. Sta stronza. Un’assistente tra l’altro, almeno fosse stato il professore..Non che abia fatto una gran figura in quell’aula, però.. E adesso sono nella merda, nella merda più totale e fangosa che ci possa essere. Merdamerda!! Adesso va tutto a puttane..con calma, ragioniamo, analizziamo bene la situazione, e cerchiamo di capire perchè, perchè..Che cazzo ci vuole, sei un cretino? no, non sono cretino..E allora?! quale cazzo è il fottutissimo problema?!…no, con calma..
Sono a terra, rimango sdraiato sul pavimento per quasi tre ore. Così non và bene, di questo passo non finirò mai, mi romperò le palle prima di arrivarci alla fine, anzi sai che c’è, che me le sono già rotte, ampiamente..Mi alzo. No, sto giù. Dice che in Norvegia, i pescherecci dei mari del nord cercano personale di bordo..potrei imbarcarmi, farmi sei mesi in mare, schiarirmi un pò le idee, dice che pagano bene..vuoi mettere però, torni qui dopo sei mesi in mare, nei mari del nord a pescare il baccalà, come minimo mi lego a un letto e non mi muovo per i successivi sei..
Ho bisogno di qualcosa. Voglio parlare con qualcuno. Ho bisogno di parlare con qualcuno. Piove. Come se non bastasse. E mi pare di capire che giù in strada ci sia stato un incidente. Ne ho visto uno un mese fa. Uno di quelli brutti, di quelli che subito pensi il peggio. Ero sceso a comprare le sigarette dal tabaccaio all’angolo, pioveva. E quel giorno non ha smesso neanche per un secondo. Tre euro e sessanta centesimi, stanno cominciando a esagerare. Esco dal tabacchi. Apro il pacchetto. Poi una sgommata. L’ha travolta. Una ragazza in bicicletta. C’è stato un gran silenzio subito dopo e poi l’acqua è aumentata. Lei, la ragazza, era a terra, credo svenuta, dall’auto salta fuori un individuo dall’aria sconvolta, ma non più di tanto. E giuro che in un momento tutti i curiosi erano lì, guardavo la bici distrutta con la ruota deformata che ancora girava a vuoto, ed ecco i curiosi che si accerchiano. Nessuno cercava di fare qualcosa, loro volevano solo guardare. Poi un tipo ha chiamato un’ambulanza, un altro cercava di diradare la folla che non lasciava spazio all’aria, e allora mi sono avvicinato anch’io, ho tolto la giacca e ho cominciato a tenerla sospesa sulla ragazza che continuava a inzupparsi. Non si doveva muovere, non dovevano toccarla prima dell’arrivo dell’ambulanza. Non era svenuta, da dove ero prima non potevo vederla, ma adesso le vedevo gli occhi, aperti, che cercavano qualcosa o qualcuno, si muovevano solo loro. E poi è arrivata, era ora, l’ambulanza. L’hanno caricata a bordo e sono partiti…E poi mi sono informato, ho chiesto un pò in giro, ce l’ha fatta, si è salvata e senza gravi conseguenze, ha rischiato la paralisi totale, per non parlare della morte. Avrei dato qualsiasi cosa per poterla reincontrare e abbracciare e congratularmi con lei per non aver mollato, perché se non molli per queste cose, poi non molli più per niente….Vado da Giulia “Ciao, sei a casa?”, “Si”, “Volevo fare due chiacchiere..ti va?”, “Certo, ma scherzi”.
Quinta parte
Apro gli occhi giro la testa con uno scatto nervoso verso la sveglia sono le quattro e mezza dice ma fuori c’è gia il sole. Mi alzo accendo la tv sono le nove e dieci. Alle otto sarei dovuto essere al lavoro. Cazzooo!! Rimango inebetito davanti allo schermo, che faccio?, avverto che ritardo, o cerco di sbrigarmi il prima possibile e mi scuso quando arrivo?, ho avuto un contrattempo. Verso in un bicchiere il fondo residuo di caffè che c’è nella macchinetta, non lo zucchero nemmeno, è troppo poco, giusto per appoggiare la sigaretta e andare a cacare.
Volevo fare una buona impressione almeno la prima settimana, invece sono ancora sul cesso alle nove e mezza del secondo giorno, morto di sonno, rincoglionito da ieri sera, forse stanotte ho vomitato anche quel pò di senso di responsabilità che mi era rimasto.
Qualche settimana fà, sull’orlo del baratro, finanziario e di autostima, ho chiamato Michele Bernardi, eravamo colleghi all’università, poi lui si è laureato, ha trovato un lavoro, credo stia anche per sposarsi, lavora in una piccola casa di produzione cinematografica, fà il direttore creativo, in pratica sceglie quali progetti portare avanti e quali scartare. “..si, sono un pò in difficoltà, e mi chiedevo se per caso avevi come inserirmi da qualche parte..non so..qualsiasi cosa..”, non sopportavo dover elemosinare così per un lavoro, ma era da un pò che pranzavo con caffè e sigarette e cenavo con pane e uova, “Passa domani dall’ufficio, vediamo di trovare qualcosa..e non ti buttare giu, vedrai che è solo un periodo”.
La settimana scorsa mi ha inserito in un cortometraggio come ciakkista, tre giorni di riprese, duecento euro. Ovviamente non ho saputo amministrarli al meglio, li ho spesi così come li ho guadagnati, in tre giorni. E ovviamente in alcol e fumo. Che coglione! Per fortuna un paio di giorni fà mi richiama Bernardi, dice “Stiamo iniziando a girare un corto, è la storia di un uomo che si rimpicciolisce fino a scomparire, si ritrova alla fine di nuovo nell’utero della madre, cosciente, ma non sopportando tutto questo decide di impiccarsi con il cordone ombelicale..è geniale vero, l’ha scritto uno dei nostri sceneggiatori più promettenti Aldo Maggio..comunque ti volevo proporre come direttore della fotografia..hai ancora bisogno di un lavoro, no?..che dici?”. Come il pane vorrei dirgli, ma mi trattengo. “Michele ma non so se sarei in grado..non l’ho mai fatto, ho giusto un pò di nozionistica..non vorrei fare qualche cazzata e rovinare tutto..accetto..”, “Allora il venti cominciamo le riprese, via di Boccea, dalle otto finchè non si finisce..domnde?”, “No, tutto chiaro..”, “Grande, conto su di te..mi raccomando puntuale..”.
Arrivo alle dieci meno un quarto, quindici minuti da via Catania a via di Boccea, ho rischiato la vita parecchie volte, sono in ritardo di due ore ma è un grossissimo record. Ho ancora lo stomaco a pezzi, parcheggio il motorino e mentre infilo la catena, un conato di vomito mi fà spuatre via quel goccio di caffè e un bel pò di bile. Non vedo l’ora di finire questa giornata..è appena iniziata ma già mi sta sulle palle..”Ciao a tutti..scusate il ritardo..ho avuto un contrattempo con il motorino, la ruota era bucata e poi non partiva era ingolfato”….











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